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dc.contributor.authorBosco, Alessandro
dc.date.accessioned2025-03-07T20:21:51Z
dc.date.available2025-03-07T20:21:51Z
dc.date.issued2022
dc.date.submitted2022-10-25T10:31:26Z
dc.identifierONIX_20221025_9781800798335_17
dc.identifierOCN: 1325678097
dc.identifierhttps://library.oapen.org/handle/20.500.12657/59066
dc.identifier.urihttps://doab-dev.siscern.org/handle/20.500.12854/165519
dc.description.abstractCurata da Vittorio Gregotti e Umberto Eco, la Sezione introduttiva della XIII Triennale del 1964 dedicata al Tempo libero fu uno degli episodi figurativo-teatrali più significativi del fermento sperimentale che interessò l’Italia dei primi anni Sessanta. Architettura, letteratura, arti visive, cinema e musica convergevano – nel senso della tradizione modernista della Sintesi delle Arti – a creare una sorta di macchina narrativa integrale, chiamata ad affrontare tramite i canoni dell'opera aperta il tema dello svago. L’architettura si faceva così spazio performativo, coinvolgendo attivamente il pubblico, attore e spettatore allo stesso tempo. In questo che è il primo studio specificamente dedicato all’allestimento, l’autore ricostruisce il percorso espositivo della mostra per mettere in luce il dialogo che in queste sale intercorre tra il dibattito letterario del Gruppo 63, le avanguardie architettoniche europee, la Pop Art statunitense e gli ambienti spaziali di Lucio Fontana. Questo labirinto di specchi e illuminazioni al neon ha nell’immersività degli spazi uno dei tratti più distintivi, che l’autore interroga alla luce delle odierne estetiche transmediali (in ambito allestitivo, narrativo e teatrale), proponendo così una disamina innovativa circa il fenomeno e la rilevanza attuale della neoavanguardia italiana. Il volume ripropone inoltre per la prima volta alcuni testi di Umberto Eco, Vittorio Gregotti, Enrico Filippini e Gillo Dorfles relativi all’allestimento della XIII Triennale.
dc.languageItalian
dc.relation.ispartofseriesItalian Modernities
dc.rightsopen access
dc.subject.classificationthema EDItEUR::D Biography, Literature and Literary studies::D Biography, Literature and Literary studies::DS Literature: history and criticism
dc.subject.classificationthema EDItEUR::A The Arts::AM Architecture::AMX History of architecture
dc.subject.otherAlessandro
dc.subject.otherAlessandro Bosco
dc.subject.otherAntonello
dc.subject.otherBosco
dc.subject.otherGordon
dc.subject.otherimmersivo
dc.subject.otherLaurel
dc.subject.otherMilano
dc.subject.othernarrativo
dc.subject.otherNeoavanguardia
dc.subject.otherPierpaolo
dc.subject.otherPlapp
dc.subject.otherRobert
dc.subject.otherspazio
dc.subject.otherspazio immersivo
dc.subject.otherTredicesima Triennale di Milano
dc.subject.otherTriennale
dc.subject.otherUno spazio narrativo immersivo
dc.subject.otherXIII
dc.titleUno spazio narrativo immersivo
dc.title.alternativeLa XIII Triennale di Milano, 1964
dc.typebook
oapen.identifier.doi10.3726/b19647
oapen.relation.isPublishedByf6ba26fb-2881-41c1-848a-f9628b869216
oapen.relation.isbn9781800798335
oapen.relation.isbn9781800798342
oapen.relation.isbn9781800798328
oapen.pages242
oapen.place.publicationBern
dc.seriesnumber41
dc.abstractotherlanguageCurata da Vittorio Gregotti e Umberto Eco, la Sezione introduttiva della XIII Triennale del 1964 dedicata al Tempo libero fu uno degli episodi figurativo-teatrali più significativi del fermento sperimentale che interessò l’Italia dei primi anni Sessanta. Architettura, letteratura, arti visive, cinema e musica convergevano – nel senso della tradizione modernista della Sintesi delle Arti – a creare una sorta di macchina narrativa integrale, chiamata ad affrontare tramite i canoni dell'opera aperta il tema dello svago. L’architettura si faceva così spazio performativo, coinvolgendo attivamente il pubblico, attore e spettatore allo stesso tempo. In questo che è il primo studio specificamente dedicato all’allestimento, l’autore ricostruisce il percorso espositivo della mostra per mettere in luce il dialogo che in queste sale intercorre tra il dibattito letterario del Gruppo 63, le avanguardie architettoniche europee, la Pop Art statunitense e gli ambienti spaziali di Lucio Fontana. Questo labirinto di specchi e illuminazioni al neon ha nell’immersività degli spazi uno dei tratti più distintivi, che l’autore interroga alla luce delle odierne estetiche transmediali (in ambito allestitivo, narrativo e teatrale), proponendo così una disamina innovativa circa il fenomeno e la rilevanza attuale della neoavanguardia italiana. Il volume ripropone inoltre per la prima volta alcuni testi di Umberto Eco, Vittorio Gregotti, Enrico Filippini e Gillo Dorfles relativi all’allestimento della XIII Triennale.


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